Torino e il Piemonte

1° giorno
Visita del centro storico di Torino ricco di rievocazioni risorgimentali: Palazzo Carignano, uno dei più celebri esempi di barocco con facciata sinuosa e rivestimento in mattone. Divenne nel 1848 il primo parlamento subalpino. Qui sedettero gli eroi dell’Unità d’Italia, da Giuseppe Garibaldi a Giuseppe Mazzini, da Alessandro Manzoni a Giuseppe Verdi. Oggi accoglie il Museo del Risorgimento italiano. Poco distante il settecentesco palazzo Madama collocato al centro di Piazza Castello, fu sede del Senato Subalpino e poi Italiano; oggi è sede del Museo di Arte Antica (1863). Attraverso Via Po si giunge alla Mole Antonelliana; l’edificio fu iniziato nel 1863 e attualmente è sede del nuovo Museo Nazionale del Cinema. Sosta per sorseggiare un caffè o per una degustazione di cioccolata in uno dei bar storici più frequentati dai personaggi dell’epoca. Cena. Pernottamento.
2° giorno
Ancora una pausa del nostro itinerario per visitare il centro storico di Torino: il Castello del Valentino lungo il Po, Piazza San Carlo o alcuni dei musei più interessanti d’Italia: il Museo Egizio, il Museo del Cinema, il Museo Pietro Micca… Maxi aperitivo presso uno dei caffè storici della città. Continuazione per Racconigi. Il castello, antica roccaforte, passò ai Savoia nel 1605, i quali affidarono i lavori di ristrutturazione a Guarino Guarini. Nell’Ottocento per volere di Carlo Alberto venne abbellito con ricche decorazioni e arredi, trasformandolo in una delle residenze più eleganti d’Italia. Proseguimento per Mondovì, dal profilo inconfonidbile di torri e campanili, di mura e di case che si reggono l’una all’altra, di edifici civili e religiosi.
3° giorno
A pochi chilometri sorge la dimora estiva di caccia di Vittorio Emanele II. Si visita una delle residenze reali più storicamente legata al Risorgimento Italiano: il castello di Casotto. Qui la figlia di Vittorio Emanuele decise le sue nozze con Napoleone III. Il primo ministro, Camillo Benso di Cavour, grazie a un’attenta tessitura di rapporti diplomatici, seppe avvicinare la Francia alla causa italiana, contro l’Austria asburgica incorraggiando il matrimonio di Maria Clotilde, una delle figure più belle del risorgimento. Pochi chilometri a valle si possono visitare le cantine di maturazione di alcuni dei formaggi DOP piemontesi. Si raggiunge Vicoforte per visitare la basilica, la cui cupola ovale è fra le più grandi del mondo. Ancora una sosta a Mondovì per visitare il palazzo settecentesco dove ha sede l’antica società operaia di cui Garibaldi fu presidente onorario dal 1862. Discesa nel centro storico a valle con la funicolare che collega i 2 rioni dal 1800. Possibilità di cenare nell’antico ristorante della società.
4° giorno
Un itinerario nel Saluzzese per iniziare con Cavour che diede i natali agli antenati del primo ministro. Di particolare fascino è l’Abbazia di S. Maria, di cui rimangono il campanile e la cripta a tre navate. Lungo la strada che porta a Saluzzo, si incontra l’Abbazia di Staffard, gioiello cistercense fondato nel XII secolo, inconfondibile nel suo isolamento ai piedi delle montagne. Ci fermiamo a Saluzzo. Detta “Siena della Alpi”, Saluzzo è ricca di atmosfere di epoche passate e di palazzi medievali e rinascimentali. La visitiamo e ci soffermiamo di fronte alla casa di Silvio Pellico, patriota e scrittore, che ebbe grande popolarità ed esercitò notevole influenza sul movimento risorgimentale; quindi Casa Cavassa, simbolo del rinascimento saluzzese. Proseguimento per Cuneo, la capitale della provincia con la sua ottocentesca piazza Galimberti, una delle più vaste d’Italia.
5° giorno
Trasferimento in Langa. Attaverso splendidi itinerari collinari, si giunge a Barolo, patria del famoso vino. Il Barolo è stato più volte definito ”il re dei vini,” nobile e generoso conosciuto in Italia ed all’estero per la sua austerità, ricchezza di sapori e di aromi. Visita delle antiche cantine presso i Marchesi di Barolo. Il castello fu molto apprezzato da Cavour e da Silvio Pellico che soggiornò qui diversi anni come bibliotecaio di eccezione ed amico dei Marchesi. A pochi chilometri incontriamo un altro comune legato al nome di Cavour: Grinzane Cavour. Qui Camillo Benso, sindaco del paese ed esperto di agronomia, tentò l’innesto di nuovi vitigni insieme a noti enologi francesi. La sua figura domina indiscutibilmente ancora oggi la vita e gli ambienti culturali del paese, di cui l’uomo politico piemontese fu operoso e benefico dal 1832 al 1849. Nel castello di origine trecentesca e oggi sede dell’Enoteca e dell’Asta Mondiale del Tartufo e del Premio Letterario Grinzane, ben 9 sale sono dedicate ai cimeli cavouriani.

